La Reggia (non) di Venaria.
May 8th, 2008 by Onyrix 14 Views |
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Ieri, ignaro, dopo mesi, finalmente riesco e prendermi mezza giornata per portare la mia famiglia (mia moglie e i miei due bimbi) a vedere la Reggia.
Da residenti del centro storico ci vergognavamo un po’ per non esserci ancora andati e così in un bel pomeriggio di sole ci accingiamo a porre rimedio.
Purtroppo ne usciamo molto delusi e anche un po’ irritati. Non certo per la mostra in sé o per la bellezza della Reggia (questa la conoscevamo già perché visitata più volte prima durante e ora dopo i restauri), ma per altri motivi che ora vado a raccontare:
Entriamo alle 16:00 circa e rimaniamo subito allibiti da certe transenne, dai cestini chiusi con patetici sacchetti di plastica e da un arrivo sempre più massiccio di forze dell’ordine. Dubbiosi decidiamo di non badarci e di visitare la “nostra” Reggia comunque (notare le virgolette).
Facendo i biglietti arriva la fregatura, a mia moglie dicono che dobbiamo sbrigarci a visitare e uscire non oltre le 17:00. Ovviamente il prezzo del biglietto rimane a prezzo pieno.
Arriviamo in Piazza della Repubblica passando la transenna e girandoci dietro vediamo la vera Venaria con gente un po’ curiosa e decisamente infastidita da quella montante dimostrazione di muscoli. Proviamo tutti e quattro una strana sensazione: la bellissima piazza è inquietantemente alterata da una invasione di militari.
Entriamo, visitiamo praticamente correndo.
Arriviamo alla Galleria di Diana; sarebbe bellissima. Peccato sia stata adibita a sala buffet con quintali di roba da bere e da mangiare in arrivo. Personalmente trovo che sia un affronto alla comunità intera che ha contribuito al recupero, una mancanza di rispetto per chi ha lavorato duramente ai restauri, una totale insensibilità artistica e poetica mangiare bere e smargiassare in un luogo così alto intellettualmente.
Giungiamo a Sant’Uberto speranzosi, ma la troviamo malamente arredata per un concertino a porte chiuse per qualche annoiato v.i.p.
Le architetture esterne sono asfissiate da furgoni, teloni, autoblindo parcheggiati ovunque e centinaia di addetti al catering, sicurezza, bonifica, pulizie, arredi (per una sera), fiori e fioriere (sempre per una sera), e via di questo passo. Ci rendiamo conto che la Reggia non è nostra ma di proprietà privata di qualcuno (nel senso che tutti noi ne siamo stati privati). Comprendiamo in un lampo che non è cambiato niente dal seicento, dal settecento; noi oggi siamo esattamente come i vecchi sudditi dei Savoia.
Morale: non si riesce a goderne la bellezza soffocata com’è da tutte queste cianfrusaglie da public relations grasse e pacchiane. I turisti girano e si affrettano tutti molto contrariati, io sono furibondo. Vedendo la quantità di cose da bere e da mangiare nonché il dispiego di forze organizzative ci si sente doppiamente derubati: dei biglietti a prezzo pieno non goduti appieno e delle tasse pagate (anche se stando alle dichiarazioni 2005 non molti si sentiranno derubati anche per questo).
Stanchi per la corsa e delusi usciamo perché sono già le 17:00.
Ci affacciamo sulla piazza e assistiamo ad uno spettacolo inquietante, più che a Venaria ci sembra di essere in zona di guerra…
Spingendo il nostro passeggino passiamo la transenna tra i poliziotti, carabinieri, vigili, agenti, addetti alla sicurezza come mai ne abbiamo visti tutti insieme in una volta.
Camminando, la Reggia, i v.i.p., l’esercito e i tiratori scelti restano lì dietro di noi, pochi metri dopo sono già così lontani, lontanissimi, del tutto estranei.
Che sollievo, finalmente siamo di nuovo nella vera Venaria. Salutiamo con un sorriso qualche amico commerciante, incontriamo e parliamo con qualche vicino mentre i nostri bimbi si rincorrono felici nell’assolata Piazza dell’Annunziata.

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